giovedì 18 giugno 2026

Una visita alla Galleria Ricci Oddi

 

10/05/2026 Visita alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza

Giuseppe ricci Oddi, era un collezionista d'arte di Piacenza, dopo aver studiato giurisprudenza a Torino e Roma ritornò a Piacenza e si stabilì a vivere nella sua casa in via Poggiali. All'inizio, proprio per arredare una sala di casa sua, Ricci Oddi comprò le sue prime opere d'arte "Pecore tosate" di Francesco Filippini e "Dopo Novara" di Gaetano Previati che ancora oggi sono esposte nella galleria. In seguito, cominciò a maturare la sua passione per l'arte e la volontà  di creare una collezione. Dal 1902 questa sua passione diventa sempre più importante e così anche la sua raccolta di opere d'arte, fino a riempire tutta la sua casa piacentina di Via Poggiali.

La galleria è molto bella ed è molto interessante.

Tra le tante opere mi hanno sorpreso: 

Amedeo Bocchi la colazione del mattino, bocchi é un pittore parmense parmense. 

Ballo paesano di  Giuseppe Graziosi, opera che fu esposta alla biennale di Venezia nel 1910

Piccolo Interno di Mario Cavaglieri, molto bello, orientale nel formato con un taglio verticale in stile zhuangbiao e un po' Matisse. La donna ritratta era la sua donna ( Giulietta). 

Tra le tante cose c'è un'opera particolare di Pellizza Da Volpedo intitolata Tramonto anche detto Il Roveto. E' un quadro diverso da quello che ci si aspetta da Pellizza Da Volpedo perchè è una immagine con una luce crepuscolare, dove è rappresentato un paesaggio naturale. L'opera è stata fatta con la tecnica del divisionismo. Il divisionismo è una tecnica che utilizza differenti punti o linee separate che interagiscono tra di loro in senso ottico, vedendo l'insieme del quadro, in pratica allontanandosi un po'. Il divisionismo è una variante del neoimpressionismo. Pellizza Da Volpedo è stato uno degli esponenti principali del divisionismo insieme a Giovanni Segantini. In una sala c'è il busto di Giulio Ulisse Arata, architetto di PC, che ha anche progettato la galleria R.O. inaugurata nel 1931. Una particolarità della galleria è che è tutta piena di lucernari, uno in ogni in ogni stanza, infatti é molto luminosa.

Un'opera triste ed intensa, che affronta i temi del lutto e del dolore è Culla Vuota di Giovanni Segantini dov'è una mamma che piange davanti alla culla vuota del suo bambino

Poi c'è il famosissimo Hashish - Le fumatrici di oppio di Gaetano Previati, una scena di abbandono di diverse figure femminili dentro una fumeria: atmosfera rarefatta, tempo rallentato. Il quadro è stato divulgato anche su Libertà (il quotidiano di Piacenza).

Molto bello anche Alba domenicale, che rappresenta una scena ambientata nel Monferrato, su di un sentiero, protagonisti 2 donne e 1 uomo che vanno a messa.

All'interno della galleria c'è anche ua stanza esotica con opere di Alberto Pasini , Eugenio Cecconi e Adolfo Belimbau dove sono ritratti paesaggi africani. 

Bellissimo anche il quadro di Stefano Bruzzi: Passo difficile, una scena rurale con i buoi che stanno percorrendo con difficoltà un sentiero dell'appennino. Stefano Bruzzi è un pittore di Groppallo e l'opera è del 1870. Dello stesso autore molto bello anche La casa di Roncolo che raffigura la sua casa.

C'è anche una sala dedicata agli artisti del sud italia, tra i quali Filippo Palizzi strada a Eboli: bellissimo luogo, incredibile antico scorcio con una donna seduta sugli scalini, veramente bello. 

Francesco Paolo Michetti il morticello abruzzo

Mi sono piaciuti anche i simbolisti: notare Giulio Aristide Sartorio Sirena o Abisso verde (nella foto all'inizio del post) che sembra un meme o una pubblicità di oggi tanto è moderno. I Simbolisti attirano molto l'attenzione perchè usano la pittura per evocare uno stato d'animo, senza considerare la realtà o i colori reali. Interessante notare che esistono 2 versioni del quadro, una è a Torino alla GAM e l'altra è a Piacenza appunto, e le due versioni hanno leggere differenze: in quella di Torino sul fondo del mare sono presenti dei resti umani (delle ossa e un teschio) a evidenziare che fine farà il giovane pescatore che si è lasciato incantare dalla sirena, mente la versione Piacentina è meno esplicita in questo senso.

E poi alla fine c'è il celeberrimo Gustav Klimt ritratto di signora, c'è! L'abbiamo visto, ebbene sì.

L'opera su rubata nel 1997 e poi trovata all'esterno 20 anni dopo. C'è un doppio ritratto nell'opera, se n'é accorta una studentessa confrontando altri ritratti di questa modella. Si intravede sotto allo strato di pittura attuale una falda di un cappello e un abito scuro.



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